Il “fediverso”

Il termine “fediverso” deriva da una crasi delle parole “federated” e “universe” e costituisce l’insieme dei server federati mediante i quali pubblicare contenuti sul web.

Ciascun server costituisce un’istanza ove gli utenti possono creare il proprio profilo.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento dei sistemi federati, decentralizzati e open-source. Il fediverso risulta attualmente la principale soluzione scelta dagli utenti rispetto a quelli centralizzati (es. Facebook - ora Meta - Twitter o Instagram).

Esempi di sistemi federati, sebbene ciascuno con struttura e protocolli diversi, già abbastanza noti e diffusi, sono:

  1. Matrix;
  2. XMPP;
  3. Nextcloud;
  4. Mastodon;
  5. Peertube;
  6. Lemmy;
  7. WriteFreely

Il fediverso ha avuto particolare diffusione soprattutto per le piattaforme di social media e microblogging (tra questi, appunto, WriteFreely) e si sta sempre più ampliando.

Peraltro, va aggiunto che la diffusione esponenziale della tecnologia blockchain ha contribuito a fare scegliere i principi della decentralizzazione per molte piattaforme di social media fondamentalmente per proteggersi dalla censura e per le caratteristiche della stessa blockchain.

Tuttavia, a nostro parere, è limitativo e in qualche modo anche non propriamente corretto connotare il fediverso unicamente per ragioni legate alla protezione dalla censura, posto che i sistemi federati forniscono innegabili ulteriori vantaggi.

Sistemi federati e decentralizzati

Un sistema federato è composto da singoli server (istanze) che possono comunicare tra loro in base ad un determinato protocollo (per Mastodon il protocollo è ActivityPub, oggetto della raccomandazione del W3C in data 23 January 2018).

Il risultato è che ciascun utente può comunicare con altri, anche se presenti su server diversi, proprio in base al protocollo che è alla base del sistema federato.

Sulla decentralizzazione, rinviamo ad un nostro contributo dal titolo “Comunicazione digitale consapevole nel rispetto della privacy e delle app o dei servizi che si scelgono”, nel quale è eloquente l’infografica che chiarisce le differenze tra sistemi centralizzati, federati, decentralizzati.

Mastodon

Nel nostro Digital Notepad sono già presenti alcuni contributi su sistemi federati.
Infatti, abbiamo già descritto Matrix con l’articolo dal titolo “Matrix: il protocollo per la comunicazione sicura che rispetta la privacy” e XMPP con quello dal titolo “XMPP: il protocollo per la comunicazione sicura che rispetta la privacy”.

Oggi ci occupiamo di Mastodon, anche alla luce della recente scelta delle istituzioni europee che hanno optato per questa soluzione, annunciando la loro decisione via Twitter, e precisamente:


Commissione europea


European Data Protection Supervisor - EDPS


Peraltro, proprio l’EDPS ha pubblicato un post annunciando il lancio della fase pilota di due piattaforme di social media che sono state definite EU Voice e EU Video.

Tutto ciò non sembra essere particolarmente sorprendente, ma coerente con l’adozione in data 21/10/2020 da parte della Commissione europea della nuova strategia per il software open source 2020-2023.

Mastodon: cos’è?

Mastodon “*è un grande social network libero, open-source e decentralizzato di proprietà della comunità, privo di algoritmi e pubblicità, il cui obiettivo è rimettere il social nelle mani degli utenti*”.

È descritta come la “più grande rete di microblogging libera, open-source e decentralizzata del mondo. In termini più semplici, è un Twitter autogestito dagli stessi utenti”.

C’è stato un incremento delle installazioni di Mastodon e relative registrazioni di account dopo la notizia che Elon Musk aveva acquisito Twitter.

Infatti, la maggiore preoccupazione degli utenti si è concentrata sui rischi che potessero essere utilizzati i loro dati personali da parte di Musk, come emerge dal Tweet di WIRED che riportiamo di seguito:



Secondo noi Mastodon non può essere considerato una vera e propria alternativa a Twitter, sebbene il funzionamento sia molto simile al noto social network.

Dello stesso avviso è anche Mashable Italia che, con il post “Una giornata su Mastodon: perché non è l’anti-Twitter”, spiega le ragioni di questa impossibile comparazione.

Indubbiamente Mastodon è un’ottimo social network federato open-source con funzionalità di microblogging, ove ciascun utente ha a disposizione 500 caratteri per ciascun “toot” (così si definiscono i post). Con Mastodon si utilizza la seguente terminologia:

  • toot (corrisponde al tweet di Twitter);
  • boost (corrisponde al RT di Twitter);

Per utilizzare Mastodon è necessario creare un account, un profilo, scegliendo una istanza già esistente, oppure installandone una sul proprio server seguendo le istruzioni che sono pubblicate a questa pagina.

L’account Mastodon sarà simile a quello di un’email con uno username e un dominio (ad esempio, il nostro è @nicfab@mastodon.nicfab.it).

Nonostante avessimo già account Mastodon su alcune istanze, abbiamo deciso di installare un’istanza sul nostro server (https://mastodon.nicfab.it) che al momento è chiusa alle registrazioni dall’esterno.

Continuiamo così ad essere presenti nel fediverso, ma con il pieno controllo della nostra istanza.

Mastodon: perché?

Sulla pagina ufficiale di Mastodon si legge:

L’interesse per Mastodon è principalmente motivato come segue: 

a) la piattaforma adotta un modello di business privo di pubblicità e raccomandazioni; 
b) l’architettura decentralizzata permette di spostare il controllo sui contenuti e i dati degli utenti dalla piattaforma agli utenti; 
c) adotta un paradigma comunitario sia dal punto di vista dell’utente che da quello dell’architettura. Mastodon, infatti, è composto da comunità interconnesse, collocate su server diversi; in aggiunta, ogni singola istanza, con argomenti e linguaggi specifici, è autonomamente posseduta e moderata.

Queste motivazioni probabilmente sono sufficienti a indurre gli utenti a scegliere Mastodon, anche in sostituzione a Twitter (qualora si volessero ritenere simili le due risorse).

Non mancano, comunque, altre ragioni anche molto articolate che riteniamo di non presentare in questa sede.

Ci sono, senza dubbio, ulteriori argomenti fondamentalmente connessi con la privacy e la protezione dei dati personali.

Molto spesso, anche per Mastodon, si ritiene che la privacy vada affrontata mediante l’implementazione di misure di sicurezza, anche forti.

L’errore di fondo è di considerare la sicurezza una (se non la principale) soluzione alla protezione dei dati personali e alla privacy. Questo approccio, così come più volte affermato è errato perché vale la seguente equazione:

Privacy / Data Protection ≠ Security

Si tratta di due concetti differenti: privacy e data protection sono diversi da security.
Un sistema sicuro non è detto che sia anche conforme alla vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali e privacy.

È vero il contrario, e cioè la disciplina in materia di protezione dei dati personali comprende la sicurezza del trattamento ex art. 32 GDPR.

Mastodon e l’interazione con altre piattaforme

Gli utenti che intendessero utilizzare Mastodon e contemporaneamente Twitter, non avrebbero problemi, poiché - al momento - esistono almeno due soluzioni che consentono il crossposting, ovvero l’invio del medesimo contenuto sia su Twitter sia su Mastodon.

A questo proposito, menzioniamo la risorsa Mastodon Twitter Crossposter mediante la quale è possibile effettuare automaticamente un toot da un tweet e viceversa.

Altra risorsa simile è MOA.

Le abbiamo provate entrambe con esito positivo.

In conclusione, Mastodon è una ulteriore soluzione per il fediverso che contribuisce ad attestare l’evoluzione della rete Internet e del suo utilizzo mediante l’utilizzo di soluzioni decentralizzate, federate e open-source. La sfida sarà quella del Web 3.0 sia in termini di tecnologia sia riguardo ai profili privacy e agli aspetti della protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento di dati personali.


Stay tuned!